Black Box

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Black box nasce come un’emozione, un’esperienza personale e collettiva. Viene chiesto al fruitore di diventare coautore dell’opera d’arte, partecipandovi attivamente con la realizzazione di un video nel quale riflette su se stesso, interrogandosi su chi egli è e qual è la società nella quale vive. Un progetto di arte partecipativa, dunque, che è ad oggi nella fase di raccolta dei contributi audiovisivi finalizzati a costruire un archivio etnoatropologico della società contemporanea, un mosaico tecnologico da mettere in relazione con lo spazio urbano.

 

 

 

 

 

Artist group

Elisa Laraia, Mio D’Andrea Santoro, Cristiana Amato, Francesca Arduino, Sabrina Attardi, Mattia Barbante, Sabrina Colella, Leila Costanzo, Ilaria Cutolo, Liu Daini, Zhang Dan, Martina dell’Aversana, Sara Fiorentino, Angela Fusillo, Chen Haotian, Gu Haotian, Agostino Iacono, Cui Jianing, Pu Jin, Xue Lingkun, Jiao Linyi, Flora Madonna, Sara Madonna, Ilaria Mignano, Emanuela Palmieri, Roberto Palumbo, Anna Rosaria Passaro, Carmine Pistone, Wang Qihui, Wu Yu Qing, Lucia Riccio, Francesca Sorrentino, Alessandra Russo, Yin Xin, Yan Jing Xuan, Apo Yaghmourian, Yang Yang, Chen Yaxin, Wang Xue Ying, Polina Yarishkina, Zhang Yutong, Zhao Zi Zhu, Zhang Xi Zi.

 

Progetto in progress, nato nell’ambito del Corso di Videoinstallazione tenuto dalla Professoressa Elisa Laraia nell’Accademia di Belle Arti di Napoli.

 

Concept

 

Comunicare ha significato da sempre separarsi per essere “io”, incontrarsi per riconoscersi come “altro nell’”altro”, trasferendo parte di sé e ricevendo parte dell’altro. In questo meccanismo proprio della comunicazione, protagonisti, insieme agli IO e agli ALTRO che interagiscono in persona o a distanza, sono i “media” che consentono di stabilire il contatto tra i due poli: a partire dalla vibrazione delle corde vocali e dell’aria, alla scrittura affidata al foglio, prima amanuense, poi divulgata a stampa, alla navigazione dentro la grande rete di internet, che, grazie ai computer, oggi ci conduce nell’oceano sconfinato della comunicazione mass mediale.

Il cellulare, come lo era stato precedentemente il telefono, fissa nell’oceano sconfinato di comunicatori alla pari e dall’identità sempre più vaga, la polarità della comunicazione a due, quasi un luogo segreto cui affidare la parte più intima di sé. Ma è proprio il cellulare che, nella dinamica iper-collettiva della comunicazione contemporanea, lascia che anche la parte più intima di sé si trasferisca sul grande palcoscenico “social”. 

Nel nostro progetto artistico, che parte da questa premessa, mettiamo in gioco due aspetti della comunicazione e della relazione interpersonale contemporanea.

Da un lato, dunque, poniamo in primo piano l’esibizione del sé, con il suo patrimonio di idee, valori, difetti, segreti, audacie e reticenze, che, attraverso video realizzati con cellulari, diventa donazione di sé all’ignota, indifferenziata e finanche rischiosa audience telematica. Nel trasferire questo meccanismo sul piano dell’arte, abbiamo posto dei “canoni” che spostassero sul piano “formale” i complessi linguaggi della performance informale audio-video, nell’intenzione di renderla il più possibile simbolica e universale, come si adatta all’opera d’arte.

Dall’altro lato, entriamo nel campo dell’arte partendo da un’osservazione di tipo sociologico, e cioè come sia più facile oggi affidare all’informe babele dei contatti “social” la propria identità (reale o formalizzata), piuttosto che cedere l’oggetto che ne è tramite, cioè il nostro prezioso cellulare, dove quell’identità si frantuma nei tanti dati protetti dall’unica privacy che ci convince: tenerci stretto stretto l’oggetto. 

Il nostro progetto artistico si propone come una sperimentazione sull’identità delle persone nella comunicazione mass mediale e perviene alla formalizzazione delle relazioni tra artista e pubblico, nella dimensione della complicità di ruoli che è propria della videoinstallazione, in cui l’artista e il pubblico partecipano alla stessa azione, modificandola e arricchendola secondo uno schema che può ampliarsi all’infinito. 

 

Al pubblico si chiedono due diversi gradi di coinvolgimento, che hanno comunque in comune la realizzazione con il proprio cellulare di un audio video, di 3 minuti, in cui ciascuno racconti brevemente di sé. Il video diventarà un tassello della videoinstallazione, tassello che con le sue originali peculiarità collaborerà a tessere la rete di un  racconto, individuale e collettivo a un tempo, della società contemporanea; esso va letto come una sorta di mare “chiuso”, pur aperto al confinante infinito oceano della comunicazione internettiana.

 

Un livello di sperimentazione più profondo prevede che il pubblico che intenda partecipare in corso d’opera, “ceda”, per il tempo necessario all’inserimento nella video installazione del proprio video-profilo, il proprio cellulare allo staff organizzatore, composto dagli studenti del corso, dando alla relazione interpersonale con gli artisti quel crisma di “fiducia” nell’altro, la cui verifica, come contrappasso della condizione contemporanea, è in fondo l’obiettivo primario della performance, in cui si invera l’idea che l’arte sia opera collettiva e sia, insieme, azione sociale nel senso più elevato del termine. 

 

Nel 2020 Black Box ha sentito l’esigenza di contribuire a raccontare l’esperienza del Covid19.

 

Fase di svolgimento del progetto

 

Vogliamo costruire una capsula del tempo che proietterà la nostra esperienza nel futuro. Il 9 marzo 2021 un grande evento dal vivo trasformerà anche il tuo smartphone in un tassello di questo mosaico tecnologico che è Black Box. Edita un breve video dove descrivi i tuoi stati d’animo, il tuo vissuto emotivo di queste settimane e postalo sui social scrivendo @blackboxc19 #blackboxC19 o invialo alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. . Il nostro obbiettivo è far partecipare attivamente più persone possibili al progetto Black box, più saranno i vostri video, più acquisiremo coscienza del cambiamento provocato dal covid19 nelle nostre menti e nelle nostre vite. Black Box vuole dare a noi stessi l’opportunità di imparare da questa esperienza documentando questo momento e ritrovarci tra un anno a fare retrospettiva su noi stessi, guardando in nostri cellulari che mostrano i nostri video, su una parete comune. Riflettendo su chi siamo stati, su chi siamo, e su chi potremmo essere. Proprio come dopo un incidente aereo, si cercano le risposte nella Black Box, scatola nera, così con quest’opera vogliamo dopo un anno analizzare e porci delle domande su quanto successo, usando la nostra personale e più moderna scatola nera, il nostro Smartphone. 

 

 

Black Box is a large digital mosaic made of smartphones, a work of art that appreciates your contribution by telling your experience of Covid19. On March 9th 2021, a huge live event will transform your smartphone into a piece of digital mosaic that is called Black Box. Edit a short video where you describe yourself in lockdown and post it on social media by writing @blackboxc19, or send it to this email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Instructions: Edit a 3 minutes video where you describe yourself in lockdown, with white background, and vertical shot.

 

 

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